He was member of Accademia Rossiniana in Pesaro and Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Rome.
He studied with Claudio Desderi, Bruno De Simone and Alfonso Antoniozzi.

He SANG AS Dandini, Guglielmo, Schaunard, Taddeo, Don Magnifico, Gottardo, Dulcamara, Bartolo, Haly, Bonifacio, Fiorello, Morales and more.

He made him debut in CONTEMPORARY OPERAS too.

He performed in OPERA THEATERS like Naples’s San Carlo, Venice’s La Fenice, Florence Opera, Pesaro’s Rossini, Bologna’s Comunale, Bari’s Petruzzelli, Catania’s Massimo Bellini, Como’s Sociale.

He sang with CONDUCTORS like Lorin Maazel, Alberto Zedda, Fabrizio Maria Carminati, Christophe Rousset, Fabio Biondi, Francesco Lanzillotta, Andrea Battistoni, José Miguel Perez Sierra, Francesco Cilluffo, Sergio Alapont, Giovanni Battista Rigon, Federico Maria Sardelli.

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Si ritaglia UN SUCCESSO PERSONALE, infine, Clemente Antonio Daliotti, AGGUERRITO, ESEMPLARE Bonifacio.

FIGURA SLANCIATA, AMMICCANTE E SEGALIGNA, finalmente sottrae la figura del servitore partenopeo da una tradizione di buffi di grassa e crassa evidenza: ne fa, al contrario, UN DANDY DI SUPERIORE RAFFINATEZZA ED ELEGANZA, progenitore delle ‘macchiette’ di Maldacea e Petrolini, CARATTERISTA DI RANGO nel descrivere le disavventure di un mercante di salumi «abbascio a la Dogana» forzatamente «strascenato» fino all’Irlanda per tenere a bada il suo padrone, il volubile pittore romano Salvini.

Inutile dire quanto questo cammeo si giovi di UNA VOCALITA’ SEMPLICEMENTE PERFETTA tanto nei recitati, che spesso somigliano a complicatissimi scioglilingua, quanto negli esempi di sillabato, sciorinato con SCIOLTA COMUNICATIVA e INVIDIABILE VERVE.

Diventa così la chiave di volta, il DEUS EX MACHINA capace di districare lo ‘gliuommero’ dell’intera vicenda, sguardo dal basso capace di comprendere, spiegare e risolvere i casi dei grandi.

Connessi all’Opera – 29.09.2018

Clemente Antonio Daliotti

E per fortuna che, fra tanti dialoghi a inframezzare i numeri, si ritrovava l’arte scenica da CONSUMATO MATTATORE di Clemente Antonio Daliotti, dall’idioma napoletano plausibilissimo, peraltro DI NOTEVOLE BRAVURA nelle due arie e in quant’altro deve intonare l’improbabile Bonifacio Voccafrolla; se non altro va a facilitare la vita del regista alle prese con una trama un poco farraginosa nelle azioni, consentendo così a Roberto Recchia di esorcizzare la noia, pur in uno spettacolo che, per povertà di mezzi, intende collimare con l’idea di un lavoro scenico pensato non già per i mezzi scenotecnici di un teatro d’opera ma per un conservatorio.

L’ape musicale – 30.09.2018

Una particolare menzione per Clemente Antonio Daliotti nel ruolo di Bonifacio, che ha scrittura vocale di AUTENTICO BUFFO, totalmente in dialetto napoletano e che richiede GRANDE FLUIDITA’ NEL SILLABATO.

L’Opera – Dicembre 2016